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conoscere Allah Il Potente l'Altissimo
  
  


Sul lungo percorso della sua storia, la donna non ha mai conosciuto una nobile intimità coniugale come  quella del Profeta Muhammad (Pace e Benedizione su di Lui), colui che ha chiarito il Corano con i suoi detti e fatti.
Con le sue mogli, il Profeta era, fra l’altro, d’intimo rapporto, sempre sorridente, estroverso, generoso e scherzoso. Nei suoi viaggi, volendo affettuosamente corteggiare sua moglie, Aisha, (che Allah sia soddisfatto di lei) la sfidava nelle corse. Aisha disse: “Da snella, il Messaggero ha gareggiato con me, e lo ho sorpassato. Poi, una volta diventata grossa, mi ha sorpassato lui; Poi mi ha detto: “Uno a uno”.

Ogni sera, egli radunava le sue mogli nella casa di quella con cui avrebbe passato la notte, a volte cenando con loro e poi ogni moglie se ne andava a sua casa. Dormiva con sua moglie sotto la stessa coperta mettendosi il Rida’sulle spalle ed indossando l’Izar .

Dopo aver pregato l’Isha’, la preghiera della sera, egli s’intratteneva amichevolmente con le sue mogli prima di dormire per farle compagnia! Questo è stato riferito da Al Hafiz Ibn Kathir  (Che Allah abbia misericordia di lui).

 
Il Profeta ha reso come criterio di magnificenza degli uomini la buona compagnia per le donne, dicendo: “Il tra migliore di voi è colui che tratta bene la sua famiglia, e io sono il migliore di voi con la mia famiglia” Narrato da At-Tirmidhi.

L’artificiosità e la finzione dell’alta moralità si indeboliscono quando l’uomo sente di avere potenza e autorità; anzi deteriora quando convive per molto tempo con chi ha potere su di lui. Ma se, invece, questo uomo di potenza e d’autorità persevera sulla sua perfezione morale in una società ove ha potere, e con la quale convive bene moralmente e sia dal punto di vista materiale, sarà allora fra le persone di migliore qualità morali.

Se il Profeta, Pace e benedizione su di lui, è il migliore per la sua famiglia, figuriamoci com’erano i suoi rapporti con loro? Sono, infatti, stati con il pieno senso della parola rapporti ideali nella condotta sociale e morale in termine di amore, amichevolezza, giustizia, inclemenza, misericordia, lealtà etc. di quanto richiede la vita coniugale in tutti i suoi stati e giorni.
I libri della Sunna , Shama’il  e la Sira  hanno accennato moltitudine dei comportamenti e delle situazioni con le donne, specialmente con le sue mogli:

(A) Sul suo amore verso le sue mogli,
 Anas Ibn Malik, che Allah sia soddisfatto di lui, dice: “Il Messaggero di Allah disse: “Dalla vita mondana mi si è fatto amare: le donne e i profumi, e mi è stato messo il piacere nella preghiera”. Narrato da Ahmad e altri.


 ‘Amr Ibn Al-‘As (Che Allah si compiaccia di lui) gli chiese: “O messaggero di Allah, chi è la persona che ami di più? Gli rispose: “Aisha”. Allora chiese: e degli uomini? gli rispose: “Suo padre”. Narrato da at-Tirmidhi.


(B) Sul suo trattenimento e gioco con loro, Aisha (Che Allah si compiaccia di lei) racconta:
 “Nella casa del Profeta giocavo con i burattini in compagnia delle mie amichette, ma quando il Profeta entrava in casa, se ne andavano, ma il Profeta le faceva ritornare per continuar a giocare a me.” Narrato da al-Bukhari.

 “Una volta il Profeta (Pace e Benedizione su di Lui) mi coprí mentre guardavo dei schiavi negri giocare nella moschea, ma quando Omar (Che Allah si compiaccia di lui) li rimproverò, il Profeta gli disse: “Lasciali, o Bani (figli) di Arfida!, Continuate, siete al sicuro .” Narrato da al-Bukhari

 E in un altro racconto, dice Aisha (Che Allah si compiaccia di lei): “Vidi il Profeta (Pace e Benedizione su di Lui) in piedi alla porta della mia camera coprendomi con il suo vestito, mentre gli schiavi negri giocavano nella sua moschea, per guardare il loro gioco. Lui stava con me per amor mio finché io me ne andassi. Date alla ragazzina il suo diritto di gioco e di divertimento!”

(C) È stato citato prima il racconto della sua competizione nella corsa con Aisha; il che prova la sua magnificenza e la sua compassione anche giocando con le sue mogli, per spasso e per divertimento, e per la sua grande misericordia e compassione!

(D) “Mangiavo un “‘Irq” (ossa mischiata con carne), nel periodo della mestruazione, poi lo davo al Profeta, e lui poneva la sua bocca nello stesso posto in cui avevo posto la mia! Inoltre, bevevo dalla coppa poi gliela davo e lui poneva la sua bocca nello stesso posto in cui avevo bevuto!” Narrato Ahmad e Abu-Dawud.


[1] L’abito degli arabi era composto da due pezzi: Rida’ciò che copre il torace e Izar: ciò che copre la parte inferiore. (NdT)

[1] Ismail ibn Kathir (arabo: ابن كثير) è stato uno studioso islamico e un celebre commentatore sul Corano. Il suo nome completo è Abu Al-Fida, 'Imad Ad-Din Isma'il bin 'Umar bin Kathir Al-Qurashi Al-Busrawi. Nacque nel 1301 in Busra, Siria (da cui Al-Busrawi). Egli è stato educato dal grande studioso Shaikh ul-Islam Ibn Taymiyya a Damasco (Siria) e Abu al-Hajjaj Al-Mizzi, principale maestro di Ibn Kathir. Al termine dei suoi, studi ha ottenuto la sua prima nomina ufficiale nel 1341, quando è entrato a far parte di una commissione inquisitoria formata per determinare alcune questioni di eresia. Successivamente, ha ricevuto vari semi-ufficiali appuntamenti, concludendo nel mese di giugno / luglio 1366 con una posizione professionali presso la Grande Moschea di Damasco. Ibn Kathir scrisse un celebre commento sul Corano intitolato “Tafsir ibn Kathir”, che collegava alcuni Hadith o detti del Messaggero Muhammad (Pace e Benedizione su di Lui), e detti dei Compagni sull’esegesi dei versetti del Corano. “Tafsir ibn Kathir” è famoso in tutto il mondo musulmano e tra i musulmani nel mondo occidentale, ed è una delle fonti più utilizzate oggi sul Corano. Ibn Kathir era noto per la sua grande memoria per quanto riguarda i detti del Messaggero e l'intero Corano. Inoltre, è conosciuto come un giudice, un maestro studioso di storia, e un mufassir (commentatore del Corano). Ibn Kathir vedeva se stesso come uno studioso Shafi. Questo è indicato da due dei suoi libri, uno dei quali è stato Tabaqaat ash-Shafai'ah, “Le categorie dei seguaci dell’Imam Shafi”.

Negli ultimi anni della sua vita, egli divenne cieco. Egli attribuisce la sua cecità al lavoro a tarda notte sulla Musnad di Ahmad Ibn Hanbal, nel tentativo di riorganizzarlo sul criterio dell’argomento piuttosto che del narratore. Ibn Kathir morì nel febbraio del 1373 a Damasco. (n.d.t)



[1] La tradizione del Profeta, (detti, fatti, approvazioni), assunta dai musulmani come fonte di norme e condotta . (N.d.T)

[1] Libri che parlano del Profeta in modo privato: i  suoi caratteri, attributi, virtù e peculiarità. (N.d.T)

[1] Sira: Libri che trattano la bibliografia del Messaggero: dalla nascita fino alla morte. (N.d.T)

 






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